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Codice di condotta ed etica aziendale
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Codice di condotta ed etica aziendale

Prefazione
Introduzione e persone soggette al Codice
Applicazione del Codice
Conformità con le leggi e normative
Condotta fraudolenta
Conflitti di interesse
Registrazione appropriata di fondi, risorse, ricevute ed esborsi
Influenza impropria sulle verifiche
Divulgazione appropriata al pubblico e alla Commissione per i Titoli e gli Scambi
Rapporti della Consulenza al Comitato per la conformità legale qualificato
Ostacolo alla giustizia
Insider Trading
Corruzione commerciale
Contributi politici
Pagamenti a funzionari governativi stranieri
Rapporti con i dipendenti
Molestie illegali
Conformità antitrust
Ambiente e sicurezza

PREFAZIONE

Un fattore essenziale per la crescita e il successo di Fuel Tech, Inc. e le sue affiliate (l’“Azienda”) è lo standard di integrità personale e professionale mantenuto dal personale. Il nostro Consiglio di Amministrazione ha adottato ed emendato il Codice di condotta ed etica aziendale (il “Codice”) per consentire a tutti i dirigenti, funzionari e dipendenti di comprendere i principi di comportamento che dobbiamo rispettare per soddisfare gli obblighi legali ed etici che ciascuno di noi si assume nel corso del rapporto con l’Azienda. Alle persone soggette a questo Codice può essere richiesto periodicamente di dichiarare per iscritto che hanno aderito ai principi del Codice.

Per conto del Consiglio di Amministrazione

Douglas G. Bailey's Signature

Douglas G. Bailey
Presidente del Consiglio
Gennaio 2010

INTRODUZIONE E PERSONE SOGGETTE AL CODICE

Lo scopo di questo Codice di condotta ed etica aziendale (il “Codice) è dichiarare i principi dell’etica e della condotta aziendale che il Consiglio di Amministrazione (il “Consiglio”) di Fuel Tech, Inc. e le sue affiliate (l’“Azienda”) si aspettano siano seguiti da tutti i dirigenti, funzionari e dipendenti dell’Azienda (indicati collettivamente nel Codice come “Associati” dell’Azienda). Ogni dirigente, funzionario e dipendente è soggetto alle disposizioni pertinenti del Codice. Il Codice fornisce i principi generali e le linee guida specifiche relative alla condotta aziendale.

Tali principi e linee guida devono essere pienamente rispettati sempre e in qualsiasi circostanza. I dipendenti che non aderiscono a questo Codice operano al di fuori dell’ambito del proprio impiego. Le azioni contrarie al Codice saranno soggette ad azioni disciplinari aziendali, tra cui il licenziamento. Inoltre, le condotte non conformi al Codice possono costituire una violazione delle leggi penali.

Gli Associati che, nell’ambito delle loro responsabilità entro l’Azienda, svolgono le mansioni di dirigenti o funzionari di un’altra società nei confronti della quale l’Azienda ha un interesse, dovranno votare, esercitare l’influenza o condurre le attività in modo da promuovere il rispetto di questi principi e linee guida. Inoltre, la scelta degli appaltatori dell’Azienda sarà motivata dalla loro capacità di rispettare tali principi e linee guida.

Il Consiglio continuerà a supervisionare il rispetto del Codice, onde assicurare che le attività dell’Azienda siano svolte in modo coerente con i propri obblighi verso gli azionisti e il pubblico. Tutti i livelli della gestione dell’Azienda sono responsabili di monitorare il rispetto del Codice, suggerire le revisioni pertinenti eventualmente necessarie di volta in volta, e garantire che tutti i dipendenti e appaltatori siano a conoscenza delle disposizioni del Codice.

APPLICAZIONE DEL CODICE

Le violazioni del Codice daranno luogo ad azioni disciplinari e sanzioni, compreso il licenziamento.

I casi di condotta vietata dal Codice devono essere comunicati al Direttore delle Risorse Umane dell’Azienda, oppure a un supervisore, un funzionario dell’Azienda e, soprattutto quando la condotta interessa un dirigente o funzionario dell’Azienda o in caso di questioni relative all’integrità dei libri e registri dell’Azienda, al Comitato per le verifiche del Consiglio.

Le domande concernenti la legalità di un’azione proposta devono essere poste al consulente legale dell’Azienda, il quale le prenderà in considerazione. Dopo essersi confrontato con il consulente legale, un funzionario pertinente dell’Azienda deve dare risposta a tutte le domande oppure portarle all’attenzione delle autorità più elevate dell’Azienda, compreso il Comitato per le verifiche. Le rinunce all’applicazione delle disposizioni del Codice saranno accordate dal Direttore generale dell’Azienda con l’approvazione del Comitato per le verifiche del Consiglio; in alternativa, nei casi che interessano il Direttore generale dell’Azienda, le rinunce all’applicazione saranno accordate dal Comitato per le verifiche.

I rapporti del consulente legale utilizzati o conservati dall’Azienda e relativi alle violazioni sostanziali del Codice saranno inviati contemporaneamente al Direttore generale dell’Azienda e ai membri indipendenti del Comitato per le verifiche, il quale è il Comitato per la conformità legale qualificato dell’Azienda.

CONFORMITÀ CON LEGGI E NORMATIVE

L’Azienda s’impegna a essere un buon cittadino d’impresa in tutti gli stati e i Paesi in cui opera. Dato tale impegno, la politica dell’Azienda prevede il rispetto di tutte le leggi e le normative applicabili alle sue attività a tutti i livelli governativi sia negli Stati Uniti sia all’estero.

Il Codice si riferisce in alcuni casi a leggi e normative specifiche e illustra le linee guida generali sulla conformità, data la loro particolare importanza per le attività dell’Azienda. Occorre comprendere tuttavia che la particolare enfasi su tali leggi e normative non limita la raccomandazione generale a rispettare tutte le leggi e le normative pertinenti. È richiesta normalmente una condotta aziendale etica a un livello ben al di sopra dei requisiti minimi legali. L’Azienda si aspetta che i propri Associati agiscano in modo equo nei confronti di tutte le persone con cui l’Azienda fa affari e preservino la reputazione d’integrità dell’Azienda.

Le leggi e le normative degli stati e dei Paesi in cui opera l’Azienda formano il quadro attorno al quale sono sviluppate le sue attività. La conformità in tutti i sensi con lo spirito e il contenuto di tali leggi servirà al meglio gli interessi dell’Azienda, dei suoi Associati e degli azionisti.

Un’azienda che opera a livello internazionale può imbattersi in leggi e costumi validi in un Paese che sono in conflitto con quelli di un altro Paese. Ad esempio, le leggi di un Paese possono incoraggiare o persino richiedere pratiche aziendali non consentite negli Stati Uniti. Gli Associati devono fare attenzione a comportarsi nel più stretto rispetto delle leggi vigenti nei Paesi in cui opera l’Azienda.

Gli Associati devono far conoscere la politica sulla conformità legale dell’Azienda a tutti gli agenti e appaltatori dell’Azienda, e informare tali persone che l’Azienda si aspetta che essi aderiscano a questa politica. La capacità di rispettare la politica sarà un fattore importante di cui si terrà conto nella selezione degli appaltatori.

CONDOTTA FRAUDOLENTA

L’Azienda si aspetta che i suoi Associati svolgano le proprie attività in modo onesto e non fraudolento. Allo stesso modo, l’Azienda si aspetta che i suoi Associati trattino onestamente con tutti gli enti governativi.

Gli interessi dell’Azienda non devono mai essere promossi da atti fraudolenti. A tal riguardo, l’Azienda esige che tutti gli Associati trattino onestamente con tutte le persone con cui l’Azienda conduce affari. In nessuna circostanza gli Associati inoltreranno, consentiranno o promuoveranno l’invio di dichiarazioni, rapporti o informazioni sostanzialmente false, fittizie o fraudolente con persone o enti governativi. Allo stesso modo, le azioni fraudolente di agenti o appaltatori dell’Azienda non saranno consentite in nessuna circostanza

CONFLITTI DI INTERESSE

Tutti gli Associati dell’Azienda devono evitare le attività che possono interferire o apparentemente interferiscono con lo svolgimento delle loro responsabilità nei confronti dell’Azienda.

Non è possibile specificare tutte le attività che possono dar luogo a conflitti d’interesse; tuttavia, tali conflitti insorgono generalmente nei settori seguenti:

  • Transazioni con l’Azienda
  • Rapporti commerciali con distributori, concorrenti, ecc.
  • Doni aziendali
  • Indebitamento non garantito verso l’Azienda
  • Transazioni con promotori, consulenti, ecc.

Quanto segue funge da guida per le circostanze o i tipi di attività che possono causare conflitti e devono quindi essere comunicati per intero all’Azienda:

  1. La proprietà da parte di un Associato o di un parente stretto d’interessi finanziari pari o superiori al 2% in una società che fa affari o è concorrente dell’Azienda.
  2. La partecipazione ad attività esterne che competono direttamente o indirettamente con l’Azienda, oppure che interferiscono o apparentemente interferiscono con lo svolgimento dei doveri dell’Associato presso l’Azienda.
  3. Il ricoprire la carica di dirigente, consulente, dipendente o agente di una società che svolge o desidera svolgere affari con l’Azienda.
  4. L’accettazione da parte di un Associato o parente stretto di doni le cui dimensioni possono tendere a influenzare le decisioni aziendali o compromettere il giudizio indipendente, oppure il fare tali doni al personale di altre società con cui l’Azienda conduce affari.
  5. La divulgazione o l’utilizzo da parte di un Associato d’informazioni riservate, di proprietà o privilegiate, a vantaggio di un Associato o altra persona.

Nel caso in cui un Associato si accorga di un possibile coinvolgimento in un conflitto d’interesse, dovrà informare immediatamente il proprio supervisore o, nel caso di un funzionario dell’Azienda, il Direttore generale dell’Azienda, e, nel caso sia interessato un dirigente del Consiglio o un Funzionario esecutivo dell’Azienda, il Comitato per le verifiche del Consiglio, indicando nel dettaglio tutte le circostanze pertinenti. Poiché ogni caso può comportare circostanze speciali, sarà giudicato singolarmente.

REGISTRAZIONE APPROPRIATA DEI FONDI, RISORSE, RICEVUTE ED ESBORSI

Tutti i fondi, le risorse, le ricevute e gli esborsi dell’Azienda saranno registrati correttamente nei libri aziendali.

Al fine di assicurare l’attuazione di questa politica, occorre in particolare seguire quanto segue:

  1. Non aprire o tenere aperti fondi o conti per scopi non indicati in maniera completa e accurata nei libri e registri dell’Azienda.
  2. Non ricevere, pagare, trasferire o cedere fondi o altre risorse senza che siano indicati in maniera completa e accurata nei libri e registri dell’Azienda.
  3. Non riportare nei libri o registri dell’Azienda voci false, fittizie o intenzionalmente fuorvianti, né emettere rapporti falsi o fuorvianti relativi all’Azienda o alle sue operazioni.

INFLUENZA IMPROPRIA SULLE VERIFICHE

Nessun Associato dell’Azienda potrà agire o far sì che un’altra persona agisca al fine di obbligare in modo fraudolento, manipolare o fuorviare i revisori indipendenti dell’Azienda responsabili dello svolgimento di una verifica dei rendiconti finanziari dell’Azienda.

Il pubblico, gli azionisti dell’Azienda e le autorità governative fanno affidamento sul bilancio verificato dell’Azienda. Interferire con una verifica può rendere i bilanci sostanzialmente fuorvianti, con conseguenze gravi per l’Azienda. La collaborazione è richiesta in tutte le trattative con i revisori. Le richieste d’informazioni ragionevoli e responsabili dei revisori saranno accolte in modo completo e tempestivo.

DIVULGAZIONE APPROPRIATA AL PUBBLICO E ALLA COMMISSIONE PER I TITOLI E GLI SCAMBI

Gli Associati responsabili della preparazione e dell’approvazione dei rapporti annuali e trimestrali per il pubblico e la Commissione per i Titoli e gli Scambi, oltre che dei comunicati stampa sulle novità aziendali, provvederanno, nell’ambito delle loro conoscenze, ad appurare che tali documenti non contengano dichiarazioni non vere su fatti sostanziali o omettano di indicare fatti sostanziali necessari in modo che i rapporti non siano fuorvianti.

Il pubblico, gli azionisti e le autorità governative fanno affidamento sui rapporti e i comunicati stampa dell’Azienda per presentare un’immagine equa dell’Azienda. Tali rapporti e comunicati descriveranno in modo accurato le operazioni e le finanze dell’Azienda nella misura pertinente e sostanziale. Il mancato adempimento di questa disposizione potrebbe andare avere conseguenze gravi per l’Azienda.

RAPPORTI DELLA CONSULENZA AL COMITATO PER LA CONFORMITÀ LEGALE QUALIFICATO

Il consulente legale assunto o incaricato dall’Azienda e che esercita dinanzi alla Commissione per i Titoli e gli Scambi informerà il Comitato per la conformità legale qualificato dell’Azienda, ove pertinente, in merito alle violazioni sostanziali delle normative che regolano i titoli, le violazioni del dovere di fiduciario o altre violazioni sostanziali simili.

I membri indipendenti del Comitato per le verifiche del Consiglio dell’Azienda costituiscono il Comitato per la conformità legale qualificato (Qualified Legal Compliance Committee, “QLCC”) dell’Azienda. Il consulente legale, impiegato dall’Azienda come “consulente interno” o incaricato dall’Azienda come “consulente esterno”, che, in base alle normative della Commissione per i Titoli e gli Scambi “si presenta ed esercita dinanzi alla Commissione” deve comunicare le “violazioni sostanziali” al QLCC, come definito nelle normative SEC. L’Azienda ritiene tali violazioni come violazioni di questo Codice. Di conseguenza, ove il consulente ritenga che vi siano prove credibili che rendono irragionevole per un avvocato prudente e competente non concludere che una violazione sostanziale sia ragionevolmente probabile, il consulente informerà contemporaneamente il Direttore Generale dell’Azienda e il QLCC in merito alla probabilità di tale violazione.

OSTACOLO ALLA GIUSTIZIA

Gli Associati dell’Azienda, nel corso della loro fornitura di servizi all’Azienda, devono comportarsi in modo da non interferire, contrastare o ostacolare il funzionamento dei sistemi giudiziari o governativi.

L’Azienda riconosce che un sistema giudiziario correttamente funzionante è un elemento essenziale in una società libera, oltre che necessario per la promozione dell’attività aziendale. I tentativi di nascondere le prove, convincere i testimoni a cambiare la propria testimonianza o altri tentativi per impedire o compromettere le indagini adeguate, oltre che la prosecuzione delle violazioni delle leggi vigenti non saranno tollerati. Gli associati non dovranno, ad esempio, tentare di distruggere o altrimenti alienare i registri in vista di un’indagine o quando le circostanze indichino la probabilità che vengano svolte delle indagini.

INSIDER TRADING

Per “Insider Trading” s’intende la compravendita di azioni dell’Azienda sulla base d’informazioni sostanziali non di proprietà pubblica o la comunicazione d’informazioni sostanziali di carattere non pubblico ad altri in violazione della legge. L’Azienda vieta espressamente l’“insider trading”.

Il termine “insider” si riferisce non solo a dirigenti, funzionari, azionisti al 10% o dipendenti dell’Azienda, ma anche ai familiari stretti che abitano con l’insider o persone verso cui l’insider ha una responsabilità finanziaria.

Per informazioni sostanziali s’intendono in genere le informazioni che con molta probabilità un investitore ragionevole riterrebbe importanti per prendere le proprie decisioni sugli investimenti. Le informazioni sostanziali sono anche le informazioni che, se divulgate, avranno quasi sicuramente un effetto rilevante sulla quotazione dei titoli dell’Azienda. Le informazioni sostanziali comprendono, senza limitazione alcuna, stime sui guadagni, modifiche alle stime sui guadagni pubblicate in precedenza, proposte di fusioni o acquisizioni importanti, vertenze importanti, sviluppi dirigenziali straordinari e modifiche ai dividendi.

Le informazioni non sono di proprietà pubblica fino a quando non sono comunicate al mercato.

Questa politica vieta la compravendita di azioni da parte di un insider che sia in possesso d’informazioni sostanziali di carattere non pubblico. Inoltre, questa politica vieta la compravendita di azioni da parte di non-insider che abbia informazioni sostanziali di carattere non pubblico. Tali attività sono anche una possibile violazione delle leggi federali sui titoli. Le sanzioni penali sulla compravendita di azioni basata su informazioni sostanziali di carattere non pubblico o la comunicazione delle suddette sono severe. Tali sanzioni sono valide sia per le persone coinvolte nell’insider trading, sia per i loro datori di lavoro. Una persona può essere soggetta a sanzioni, anche se non ha tratto personalmente beneficio dalla violazione. Le sanzioni comprendono multe, detenzione in carcere e restituzione dei profitti.

Fatto salvo per i casi in cui l’Azienda che si oppone alla compravendita di azioni da parte degli Associati fa circolare un memorandum “Non effettuare compravendita di azioni”, tutti gli Associati possono, senza obiezione da parte dell’Azienda come indicato nella Guida del dipendente, acquistare o vendere le azioni dell’Azienda durante un “tempo utile” successivo alla pubblicazione dei guadagni dell’Azienda. Tale periodo inizia con l’apertura delle attività nel terzo giorno lavorativo successivo alla pubblicazione e termina alla fine delle attività dell’ultimo giorno lavorativo del periodo trimestrale successivo.

Inoltre, gli Associati non possono acquistare e vendere o vendere e acquistare azioni dell’Azienda entro un periodo inferiore a sei mesi.

CORRUZIONE COMMERCIALE

I fondi o risorse dell’Azienda non saranno pagati, dati in prestito o altrimenti versati come tangenti, bustarelle o altro pagamento atto a influenzare o compromettere in modo improprio la condotta del destinatario; inoltre, nessun Associato dell’Azienda accetterà fondi o altre risorse al fine di assistere nell’ottenimento di affari o garantire concessioni speciali da parte dell’Azienda a una persona o ente giuridico.

L’Azienda ritiene la propria reputazione per l’integrità una delle sue risorse più importanti. L’Azienda desidera sviluppare rapporti d’affari stabili e redditizi - - basati sull’integrità - - con clienti, fornitori e altre persone le cui attività s’intersecano con quelle dell’Azienda. A tal fine, gli Associati e gli agenti e appaltatori dell’Azienda devono condurre i propri affari in modo etico, così che la reputazione dell’Azienda non sia minata nel caso in cui i dettagli completi delle loro attività diventino oggetto di discussione pubblica.

Al fine di illustrare il rigido standard etico che ogni Associato, agente o appaltatore dell’Azienda deve mantenere, la seguente condotta è espressamente vietata:

  1. Pagamento o ricezione di denaro, doni, prestiti o altri favori che possono tendere a influenzare in modo improprio le decisioni aziendali o compromettere il giudizio indipendente.
  2. Pagamento o ricezione di rimborsi o bustarelle al fine di ottenere affari per l’Azienda.
  3. Pagamento di tangenti a funzionari governativi, come le autorità fiscali, al fine di ottenere decisioni favorevoli in materia di legislazione locale.
  4. Sono vietate le altre attività che, anche se non menzionate qui, minerebbero in modo simile la reputazione d’integrità dell’Azienda.

Queste linee guida non intendono impedire all’Azienda di corrispondere le commissioni normali e ragionevoli ai propri agenti, accettare i normali sconti sui pagamenti tempestivi e dare o ricevere regali o servizi che rappresentano normali e consuete cortesie sociali e non tendono a compromettere la condotta del destinatario.

CONTRIBUTI POLITICI

I fondi o le risorse dell’Azienda non saranno versati a partiti o organizzazioni politiche o a persone che ricoprono una carica pubblica o concorrono a una carica pubblica.

Le leggi di alcuni Paesi limitano o vietano i contributi politici da parte degli enti aziendali. Ad esempio, lo United States Federal Campaign Act del 1971, e successive modifiche, vieta il versamento di fondi aziendali a candidati alle cariche federali o ai comitati costituiti per supportare tali candidati o sostenere altre cause politiche. L’Azienda rispetterà le leggi vigenti in materia di contributi politici da parte di enti aziendali.

Quelli che seguono sono degli esempi di attività politiche vietate da queste leggi e dalla politica dell’Azienda:

  1. Contributi di un dipendente che sono rimborsati come nota spese o in altro modo.
  2. Utilizzo dei fondi aziendali per prendere parte a ricevimenti, cene o eventi di raccolta fondi per candidati politici.
  3. Contributi in natura, come il “dare in prestito” dipendenti ai partiti politici o usare la sede aziendale nelle campagne politiche.

La politica dell’Azienda non intende scoraggiare o impedire a un dipendente di prendere parte ad attività politiche a livello individuale nel proprio tempo libero o a proprie spese, né di fornire contributi politici utilizzando i propri fondi personali. Questa politica non scoraggia o impedisce agli Associati di esprimere le proprie opinioni personali in merito alle questioni legali o politiche o di versare contributi politici volontari legali.

PAGAMENTI A FUNZIONARI GOVERNATIVI STRANIERI

Nessun Associato dell’Azienda ha l’autorità di offrire o effettuare pagamenti a funzionari stranieri al fine di indurre i suddetti a influenzare le azioni o decisioni del governo in modo da aiutare l’Azienda a ottenere o mantenere le proprie attività, oppure assicurarsi un vantaggio improprio.

Il Foreign Corrupt Practices Act (“FCPA”) vieta pagamenti a funzionari stranieri che sono versati o offerti per fini illeciti. Ai sensi del FCPA, i pagamenti illeciti sono pagamenti destinati a indurre un funzionario straniero a usare il proprio ruolo ufficiale in modo improprio o a non avvalersi della propria funzione ufficiale. I pagamenti comprendono doni di valore significativo, intrattenimenti lussuosi e prestiti. Il pagamento illecito potrebbe anche mirare a ottenere o mantenere le attività per l’Azienda. Potrebbe anche mirare a ottenere leggi, normative o decisioni a vantaggio delle attività dell’Azienda o a ottenere, in generale, un “vantaggio improprio” per l’Azienda.

Il pagamento illecito deve essere effettuato a un funzionario straniero. Ai sensi del FCPA, un funzionario straniero è un funzionario o dipendente di un governo o dipartimento, agenzia o un suo ente straniero, o una persona che agisce in veste ufficiale per o per conto di tale governo, dipartimento, agenzia o ente. Le società di proprietà e gestite da funzionari dello Stato rientrano generalmente nella sfera di competenza del FCPA. Il termine “funzionario straniero” comprende anche i funzionari dei partiti politici e i candidati a cariche politiche. In maniera simile, il FCPA vieta i pagamenti illeciti a persone che non sono funzionari stranieri se è noto che tutti o parte dei pagamenti saranno offerti o versati a un funzionario straniero.

I pagamenti ad avvocati, consulenti, consiglieri, fornitori e clienti dell’Azienda violano il FCPA se sono effettuati sapendo che tutti o parte dei pagamenti saranno offerti, dati o promessi a un funzionario straniero per gli scopi illeciti indicati in precedenza.

Alcuni tipi di pagamento non sono trattati dal FCPA. I cosiddetti pagamenti “agevolanti”, vale a dire i pagamenti effettuati per garantire o accelerare lo svolgimento delle procedure governative di routine - non sono generalmente vietati dal FCPA. Questa eccezione è tuttavia molto limitata e gli Associati devono rivolgersi al consulente legale dell’Azienda prima di prendere in considerazione l’eventualità di effettuare pagamenti di questo tipo.

RAPPORTI CON I DIPENDENTI

È politica e prassi dell’Azienda non discriminare i dipendenti o candidati a posti di lavoro in base a razza, colore, religione, origine nazionale, sesso, età, orientamento sessuale o invalidità fisica o mentale.

L’Azienda desidera creare un ambiente stimolante e di supporto, in cui i contributi individuali e il lavoro di squadra sono tenuti in grande considerazione. Per creare tale ambiente, l’Azienda cerca candidati qualificati e si aspetta che tutti i dipendenti sostengano la politica di pari opportunità d’impiego promossa dalla società.

MOLESTIE ILLEGALI

È politica dell’Azienda che tutti i dipendenti lavorino in un ambiente privo di molestie indesiderate da parte di responsabili, dipendenti e terzi non dipendenti, come fornitori, visitatori o ospiti dell’Azienda.

La politica dell’Azienda vieta le molestie sessuali e le molestie basate su razza, colore, origine nazionale, lignaggio, religione, credo, invalidità fisica o mentale, congedo disonorevole dal servizio militare, problemi di apprendimento, precedenti passati o presenti di disturbi mentali, infezione da AIDS, stato civile, condizioni mediche, orientamento sessuale, età e altri fondamenti tutelati dalla legge federale, statale o locale.

CONFORMITÀ ANTITRUST

È politica dell’Azienda rispettare strettamente le leggi antitrust vigenti a livello nazionale e internazionale. Gli Associati dell’Azienda devono evitare i comportamenti che possono essere interpretati come una violazione delle leggi antitrust.

Negli Stati Uniti sono in vigore quattro statuti federali alla base del sistema legale antitrust federale: lo Sherman Act, il Clayton Act, il Robinson-Patman Act e il Federal Trade Commission Act. Lo Sherman Act del 1890 vieta i contratti, accordi o cospirazioni per la limitazione della libera concorrenza o del commercio; vieta inoltre la monopolizzazione o i tentativi di monopolizzare la concorrenza o il commercio. Il Clayton Act del 1914 vieta gli accordi di esclusività e determinate fusioni e acquisizioni; vieta inoltre alle persone in determinate circostanze di far parte contemporaneamente dei consigli di amministrazione di due o più società. Il Robinson-Patman Act del 1936 vieta la discriminazione nei prezzi o l’assistenza promozionale da parte dei venditori ai clienti miranti a ridurre significativamente la concorrenza. Il Federal Trade Commission Act del 1914 vieta i metodi di concorrenza non equa e le prassi ingannevoli.

Le vendite straniere e le attività dell’Azienda all’estero devono inoltre rispettare le leggi sulla concorrenza aziendale di altri Paesi o organizzazioni, come l’Unione Europea.

Gli accordi o patti tra concorrenti per fissare i prezzi, assegnare attività o mercati, prendere parte a boicottaggi o limitare la fornitura sono ritenuti di per sé illegali e non giustificabili ai sensi delle leggi antitrust.

Le leggi antitrust sono complesse e altamente tecniche, oltre che non sempre chiare. Rivolgersi al consulente legale dell’Azienda prima di prendere parte a prassi aziendali che possano avere implicazioni antitrust.

AMBIENTE E SICUREZZA

L’Azienda si pone l’obiettivo di realizzare prassi e operazioni aziendali sicure, efficienti e rispettose dell’ambiente. L’Azienda ritiene che tale impegno sia del tutto in linea con i propri obiettivi economici e rientri nei migliori interessi degli azionisti.

L’Azienda s’impegna a rispettare tutte le leggi e i regolamenti vigenti in materia di tutela dell’ambiente e mantenimento di un luogo di lavoro sicuro; s’impegna inoltre a fare quanto ragionevolmente possibile per operare in modo da preservare l’ambiente, conservare le risorse naturali e tutelare la sicurezza e il benessere degli Associati, clienti e del pubblico generale. Sono in vigore leggi e normative federali, statali e locali relative alla tutela dell’ambiente e al mantenimento di un luogo di lavoro sicuro. Tali leggi e normative sono differenti e di vasta portata, per cui una loro violazione può comportare conseguenze gravi non solo per l’Azienda, ma anche per ogni Associato coinvolto in una violazione. È politica dell’Azienda cercare di rispettare gli standard che soddisfano le leggi di tutti i Paesi in cui l’Azienda opera.

Revisione 24 settembre 2010

Press Releases & News

May 13, 2019
Fuel Tech Reports 2019 First Quarter Financial Results

April 30, 2019
Fuel Tech Schedules 2019 First Quarter Financial Results and Conference Call

March 26, 2019
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Fuel Tech to Present at the Sidoti & Company Spring 2019 Conference

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March 14, 2019
Fuel Tech Reports 2018 Fourth Quarter and Full Year Financial Results

March 11, 2019
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Fuel Tech to Suspend Pollution Control Operation in China Subsidiary as Part of Ongoing Operational Improvement Initiatives